OSSERVATORIO NORMATIVO

A cura di Stefano M. Masullo

 

LA GESTIONE DEI PATRIMONI IN FRANCIA

Nonostante il persistente attaccamento dei Paesi della vecchia Europa alle tradizionali categorie giuridiche, si possono intravedere una serie di segnali che, in Francia come in Italia, hanno già da tempo fatto sorgere il dibattito circa la necessità di ridiscutere una serie di principi quali quello della responsabilità illimitata, della ratio del divieto del patto commissorio e, più in generale, della responsabilità patrimoniale. Leggi articolo...

 

L'OBLAZIONE

L’oblazione consiste nel pagamento volontario di una determinata somma. Leggi articolo...

 

LA CESSIONE DEL CREDITO

La cessione del credito è disciplinata dagli artt. 1260 e seguenti del Codice Civile; essa consiste in un contratto in forza del quale il creditore originario, definito cedente, pattuisce con un terzo (definito cessionario), il trasferimento in capo a quest’ultimo del suo diritto verso il debitore (definito ceduto). Leggi articolo...

 

GLI STRUMENTI PARTECIPATIVI E LE SPA

L’art 2325 bis c.c. chiarisce l’ambito di applicazione delle norme codicistiche in tema di s.p.a. asserendo, al secondo comma, che le norme del Titolo V “si applicano alle società con azioni quotate in mercati regolamentati in quanto non sia diversamente disposto da altre norme di questo codice o di leggi speciali”. Leggi articolo...

 

IL MUTUO DI SCOPO

Il mutuo è il contratto col quale una parte, detta mutuante, consegna all'altra detta mutuatario, una determinata quantità di cose fungibili (danaro) e l'altra parte si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità (art.1813 c.c.). Leggi articolo...

 

RESPONSABILITA' DEGLI AMMINISTRATORI

Gli amministratori devono adempiere i doveri ad essi imposti dalla legge e dall’atto costitutivo con la diligenza del mandatario e sono solidalmente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri, a meno che si tratti di attribuzioni proprie del comitato esecutivo o di uno o più amministratori. In ogni caso gli amministratori sono solidalmente responsabili se non hanno vigilato sul generale andamento della gestione o se, essendo a conoscenza di atti pregiudizievoli, non hanno fatto quanto potevano per impedire il compimento o di eliminare le conseguenze dannose. La responsabilità per gli atti o le omissioni degli amministratori non si estende a quello tra essi che, essendo immune da colpa, abbia fatto annotare senza ritardo il suo dissenso nel libro delle adunanze e delle deliberazioni del consiglio,dandone immediata notizia per iscritto al presidente del collegio sindacale. Ai sensi dell’art. 2392 del c.c. secondo comma, gli amministratori sono solidalmente responsabili se essendo a conoscenza di fatti pregiudizievoli nei confronti della società, non hanno fatto quanto potevano per eliminare o attenuare le conseguenze dannose. L’amministratore, il quale, succedendo ad altro amministratore, riceve una gestione affetta da gravi irregolarità omette del tutto di farne rilevanza, è responsabile, non già dell’attività dei precedenti amministratori, ma della propria omissione, a seguito della quale la società viene a risentire interamente delle conseguenze dannose di quelle irregolarità. In ogni caso, gli amministratori di una società hanno il primario dovere di pretendere che l’amministrazione di questa sia, anzitutto, tenuta in maniera da rendere possibile il controllo sotto il profilo contabile ed amministrativo. L’ amministratore di una società, il quale a causa del disordine economico-contabile in cui questa versi, non sia in grado di esercitare le sue funzioni, non può sottrarsi alla sua responsabilità con il semplice espediente di rassegnare le dimissioni, o di cedere le quote, ma deve provocare nella competente sede le misure necessarie per il risanamento della situazione,fino a giungere, alla richiesta della dichiarazione di fallimento della società al fine di tutelare i creditori esistenti ed evitare la formazione di un nuovo passivo. Contro questa specie di amministratori, può essere promossa l’azione di responsabilità,detta azione può essere promossa anche nel caso in cui la società si trovi nella situazione di liquidazione.

 

BASE IMPONIBILE IRAP

Con la Circolare n. 36/E del 16 luglio 2009, l’Agenzia delle Entrate, Direzione Centrale Normativa e Contenzioso, ha fornito ulteriori chiarimenti in merito alle modifiche alla determinazione della base imponibile Irap, introdotte dall’art. 1, commi 50 e 51 della legge finanziaria del 2008. Leggi articolo...

 

TUTELA DEI PATRIMONI PERSONALI

Sono cresciute le responsabilita' di amministratori, dirigenti e professionisti, e sono aumentati i rischi di danni o di perdite dei loro patrimoni personali. Leggi articolo...

 

COSTITUZIONE FONDAZIONE PER TESTAMENTO

Secondo quanto prescrive l’articolo 14 c.c., la fondazione può esser costituita oltre che per atto inter vivos, anche per testamento. Leggi articolo...

 

PENSIONI LUGLIO MESE CRUCIALE:

Passa da 93 a 95 il calcolo delle quote con il 1° luglio 2009. Secondo la riforma previdenziale introdotta dal governo Prodi con la legge 247/2007 fino al 30 giugno sarà possibile andare in pensione di anzianità con 58 anni e 35 di contributi, mentre a partire da luglio entrerà in vigore il sistema delle quote con una prima finestra a 95 che durerà fino al dicembre 2010 per i dipendenti, sia pubblici che privati, con un minimo di 59 anni di età. Leggi articolo...

 

LA PROVVIGIONE NELLA MEDIAZIONE

Il diritto alla provvigione matura a favore del mediatore, normalmente nei confronti di entrambe le parti, “se l'affare è concluso per effetto del suo intervento”, cosi come previsto dall'articolo 1755 codice civile, inderogabile norma di ordine pubblico- economico. Leggi articolo...

 

MIFID E CONSULENZA INDIPENDENTE

La normativa Mifid lascia dei dubbi riguardo al requisito di indipendenza di chi intende erogare un servizio di consulenza. Un altro nodo da sciogliere riguarda il conflitto di interessi tra chi presta consulenza ed, al contempo, ha l'esigenza di collocare prodotti finanziari di altre istituzioni. Leggi articolo...

 

BANCA D'ITALIA E SGR

Avviata la consultazione di un documento che impone alle capogruppo diversi nuovi obblighi volti a rendere sempre più autonome le SGR. E impone la stesura di una relazione sul rapporto esistente tra reti ed SGR appartenenti allo stesso gruppo. Leggi articolo...

 

LE CRITICITÁ FINANZIARIE DELLE P.M.I.

Le criticità finanziarie delle piccole e medie imprese derivano principalmente da alcuni fattori: ridotto livello di capitalizzazione; eccessiva dipendenza dagli istituti di credito; squilibrio del livello di indebitamento bancario verso il breve termine; imposizione fiscale. In relazione alla liquidità aziendale sarebbe possibile sfruttare alcune soluzioni per sopperire alla carenza di fondi, tra cui: strumenti finanziari partecipativi; obbligazioni; prestiti partecipativi. Leggi articolo...

 

RISPARMIATORI E BANCHE: DISPAR CONDITIO

Tra le vicende che riguardano il risparmiatore “tradito” che abbia intessuto rapporti di credito con un istituto a tal fine preposto, vi è quella relativa alla segnalazione alla Centrale Rischi dell'investitore-mutuatario, ritrovatosi tale per l'acquisto di un prodotto complesso contenente un mutuo per finanziare l'acquisto di quote di un fondo azionario rilevatosi perdente nell'economia del mercato. Riferisco il caso del risparmiatore che abbia deciso di sospendere il pagamento delle rate di mutuo dei prodotti “MY WAY” o “4 YOU” come collocati dalla Banca 121, oggi inglobata nel Monte Paschi. Leggi articolo...

 

VIGILANZA E FONDO UNICO

Gli intermediari finanziari stanno facendo i conti con due recenti provvedimenti. Il primo è stato emanato da Banca d’Italia con Circolare n. 273 del 5 gennaio 2009 e contiene la nuova disciplina sulle segnalazioni di vigilanza degli intermediari finanziari. Il Provvedimento rappresenta un nuovo importante adempimento comunicativo posto a carico delle società che svolgono nei confronti del pubblico le attività di assunzione di partecipazioni, di concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, di prestazione di servizi di pagamento e di intermediazione in cambi. A Banca d’Italia andranno inviate informazioni sullo stato patrimoniale, sui crediti di firma, sugli impegni, sui rischi e sui conti d’ordine. Le segnalazioni devono essere effettuate con periodicità semestrale, con riferimento al 30 giugno e al 31 dicembre di ciascun anno.

Il secondo Provvedimento è il Decreto Legge 16 settembre 2008, n. 143, così come modificato da ultimo con la legge 14/09, che reca la disciplina sul cosiddetto “FONDO UNICO GIUSTIZIA”. In applicazione della citata normativa le somme sequestrate nell'ambito di procedimenti penali o per l'applicazione di misure di prevenzione o di irrogazione di sanzioni amministrative ed i proventi derivanti dai beni confiscati nell'ambito di procedimenti penali, amministrativi o per l'applicazione di misure di prevenzione dovranno confluire su un conto gestito dal Ministero della Giustizia per il tramite di Equitalia.

Sono tenuti ad inviare tali comunicazioni le Poste Italiane, le Banche e gli altri operatori finanziari (tra i quali potrebbero rientrare anche le SGR e le società finanziarie di cui agli elenchi 106, 107 e 113 del TUB) purchè depositari di somme o beni oggetto dei citati procedimenti penali che non siano stati riscossi o reclamati dagli aventi diritto entro cinque anni dalla data in cui il procedimento si è estinto.

ANTIRICICLAGGIO SENZA SCUDO FISCALE

Si sta parlando con sempre maggiore insistenza di una possibile riedizione del provvedimento con il quale tra il 2001 ed il 2003 è stato possibile per il residente italiano rimpatriare disponibilità finanziarie illecitamente detenute all’estero (cosiddetto Scudo Fiscale). Il nuovo scudo fiscale dovrebbe, a differenza del precedente, prevedere però un più severo vincolo all’utilizzo delle disponibilità rimpatriate ai soli fini di aiutare l’azienda di famiglia a meglio gestire il critico momento economico ed alla mancanza di liquidità. Con quali strumenti sarà possibile vincolare in tali termini l’utilizzo delle somme rimpatriate? La società fiduciaria può rappresentare il soggetto presso il quale “parcheggiare” i beni rimpatriati e che dovranno poi essere utilizzati (nell'interesse congiunto del cliente -proprietario dei soldi e dello Stato che vuole vincolarne l'utilizzo) per sottoscrivere un aumento di capitale, un finanziamento soci, il rilascio di una garanzia, ecc a favore dell'azienda del rimpatriante. Il rilevante ruolo avuto dalle fiduciarie nelle precedenti edizioni dello scudo fiscale rappresenta certamente la migliore conferma della capacità di gestire situazioni come queste. Altro possibile strumento è il trust che però deve fare i conti, a differenza della fiduciaria, con una fiscalità per ora non “neutra”: colui che apporta in trust i beni rimpatriati vincolandone l'utilizzo per fini di aiuto all'azienda potrebbe sentirsi dire dall'Agenzia delle Entrate che si tratta di trust di scopo e come tale tassabile. In attesa di maggiori dettagli sul nuovo provvedimento (la cui emanazione risulterebbe comunque connessa ad analoghe scelte di altri Stati Europei) si ricorda che professionisti, intermediari e società fiduciarie dovranno comunque prestare particolare attenzione, in occasione dell’avvio di nuovi rapporti o prestazioni professionali, agli adempimenti antiriciclaggio; i precedenti provvedimenti, infatti, escludevano qualsiasi copertura o scudo per gli illeciti previsti e puniti dagli articoli 648-bis e 648-ter del codice codice penale.

SOSTEGNO AL SISTEMA BANCARIO

Gli ultimi mesi hanno visto Parlamento e Governo, in particolare il Ministero dell’Economia e Finanze, particolarmente fertili in merito all’adozione di misure anticrisi. Al primo posto il sostegno alle banche italiane, si vedano per tutti, i DLgs n° 155, 157 e 185 tutti targati 2008 e già convertiti in legge. Principali interventi previsti:

1) la sottoscrizione di aumenti di capitale in banche non quotate con situazioni di inadeguatezza patrimoniale

2) la concessione di garanzie dello Stato ed operazioni temporanee di scambio delle passività bancarie con titoli di Stato

3) l’emissione, da parte di banche quotate, di strumenti ibridi di capitalizzazione

ABI e MEF

Siglato l’accordo quadro tra ABI e MEF sulla sottoscrizione degli strumenti finanziari previsti dall’art. 12 del D.L. 185/08 che ha dettato misure volte al sostegno dell’economia con un occhio particolare alla tutela del risparmio, alla salvaguardia della stabilità del sistema finanziario e alla facilitazione del credito al settore produttivo. Obiettivo dell’accordo: individuare le linee guida per la definizione dei singoli protocolli d’intenti, che saranno stipulati con l’emittente, e dei codici etici. Protocolli che vedranno gli emittenti e il gruppo bancario (se gli strumenti finanziari sono emessi dalla società capogruppo) impegnarsi all’utilizzo degli strumenti messi a disposizione dal Governo per finanziare le imprese e le

famiglie a condizioni che tengano conto delle difficoltà che esse stanno incontrando nell’attuale momento storico. Codici etici nei quali le Banche si impegneranno ad adottare politiche relative alle remunerazioni, ispirate a criteri di eticità e trasparenza, coerenti con i principi di prudente gestione del rischio della banca, e a dotarsi di un Comitato per la remunerazione composto in maggioranza da soggetti indipendenti, ove non presente e se richiesto dalle dimensioni e dalla complessità dell’istituto.

 

IMMOBILI D'IMPRESA E MEF

Per i soggetti, residenti e non, titolari di reddito d’impresa che non adottano i principi contabili internazionali (compresi imprenditori individuali e società di persone in contabilità semplificata), è prevista la possibilità di rivalutare beni immobili in proprietà ammortizzabili e non ammortizzabili (per categorie omogenee) escluse le aree fabbricabili e quelli alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività d’impresa, iscritti in bilancio sia nell’esercizio in corso al 31 dicembre 2007 sia in quello successivo. Rivalutazione da eseguirsi nell’esercizio successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007, a condizione che il termine per l’approvazione del relativo bilancio o rendiconto scada dopo il 29 novembre 2008 (entrata in vigore del D.L 185/2008 che, all’art. 15 ha introdotto la disciplina in trattazione), secondo tre alternative modalità: rivalutando il costo storico del bene e relativo fondo di ammortamento, rivalutando solo il costo storico o riducendo il fondo ammortamento.

 

COMPLIANCE PER ASSICURAZIONI

Le recenti disposizioni degli Organi di Vigilanza impongono alle Banche, agli intermediari finanziari e alle imprese di assicurazione di istituire una Funzione aziendale responsabile della conformità alle leggi, ai regolamenti attuativi e ai codici di autodisciplina. Al riguardo, per quanto concerne il comparto assicurativo, l’ISVAP, con Regolamento n. 20 del 26 marzo 2008 recante disposizioni in materia di controlli interni, gestione dei rischi, compliance ed esternalizzazione delle attività delle imprese di Assicurazione, ha formalmente reso obbligatoria l’istituzione della Funzione di Compliance per esse.

 

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