OSSERVATORIO FISCALE

A cura di Stefano M. Masullo.

 

SCUDO FISCALE

Qui di seguito una sintesi della normativa, delle soluzioni operative, delle problematiche aperte e delle nuove sanzioni per i "non aderenti" allo Scudo Fiscale. Leggi articolo...

 

PARADISI FISCALI E ARBITRAGGI

Le prossime nuove norme sulla sanatoria per il rientro di capitali detenuti illecitamente all’estero, c.d. “scudo fiscale”, è stata preceduta con una serie di novelle nella Finanziaria d’Estate (DL 78/2009) che mirano ad inasprire le sanzioni applicabili a comportamenti e atteggiamenti “fraudolenti” nei confronti del fisco italiano. Si riportano di seguito alcune delle novità più interessanti. Leggi articolo...

 

RITENUTE SUI DIVIDENDI

La Circolare n. 26 del 21 maggio 2009 ha finalmente fornito gli attesi chiarimenti riguardo alla nuova misura ridotta delle ritenute sui dividendi corrisposti alle società ed agli enti residenti nella UE e nei paesi aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo, introdotta al comma 3-ter dell’art. 27 del D.P.R. n. 600/1973 dall’art. 1, comma 67, dalla Legge 244 del 2007 (Legge Finanziaria per il 2008). Leggi articolo...

 

LBO LEVERAGED BUY OUT

Attuale normativa ex Articolo 2501 bis Codice Civile.

Si fa riferimento a quella forma di leveraged buy out, che si conclude con la fusione, ossia al MLBO (merger leveraged buy out). Leggi articolo...

 

CONTRATTO D'OPZIONE

Il particolare meccanismo contrattuale rappresentato dall’opzione ha una sua specifica disciplina normativa, contenuta nell'art. 1331 c.c. L'opzione è il contratto in virtù del quale una parte assume l'obbligo di rimanere vincolata ad una proposta, rivolta appunto alla conclusione di un altro contratto, per un determinato periodo di tempo, durante il quale l'altra parte conserva la facoltà di accettare o meno. Leggi articolo...

 

IVA PER CASSA

Provvedimento attuativo e chiarimenti ufficiali. Leggi provvedimento...

 

POLIZZE VITA ED IMPOSIZIONE FISCALE

Il Decreto legislativo n. 47 del 18 febbraio 2000 ha introdotto una nuova disciplina fiscale dei prodotti assicurativi del ramo Vita e della previdenza complementare. Poichè il nuovo sistema fiscale si applica esclusivamente ai contratti stipulati (o rinnovati) a partire dalla data del 1° gennaio 2001, è necessario operare una prima distinzione tra la disciplina attualmente vigente per le nuove polizze e quella prevista per i contratti sottoscritti entro il 31 dicembre 2000.

 

POLIZZE SOTTOSCRITTE ENTRO IL 31/12/2000

Le polizze vita stipulate anteriormente al 2001 godono tutte di una detrazione d'imposta del 19% sui premi versati, fino ad un massimo di € 245,31 (su un premio massimo di € 1.291,14), a condizione che il contratto di assicurazione abbia una durata non inferiore a cinque anni dalla sua stipulazione e non consenta la concessione di prestiti nel periodo di durata minima. Eventuali modifiche intervenute sulla clausola limitativa del diritto di prestito successivamente alla stipula non fanno sorgere in capo al contraente alcuna possibilità di detrazione. I premi versati sono gravati di un imposta del 2,5%. Per ciò che concerne le prestazioni assicurate, bisogna distinguere tra prestazione sotto forma di capitale e quella sotto forma di rendita vitalizia: nel primo caso si applica una ritenuta d'imposta del 12,5% sul capital gain, ovvero la differenza tra capitale finale e premi versati, e l'imponibile viene ridotto del 2% per ogni anno di durata successivo al decimo; nel secondo caso, la tassazione è ordinaria e viene applicata al 60% dell'ammontare della rata di rendita. Il capitale corrisposto in caso di premorienza non è soggetto a tassazione.

 

POLIZZE SOTTOSCRITTE DAL 1/1/2001

La nuova disciplina ha innanzitutto abolito la tassazione del 2,5% sui premi versati ma ha anche attuato un differente trattamento fiscale a

seconda della tipologia contrattuale delle polizze vita che qui ritengo opportuno specificare. Leggi articolo...

 

TRUST E IMPOSTA DI DONAZIONE

Secondo quanto ritenuto dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 110 de 23 aprile 2009, anche il conferimento di una partecipazione societaria di controllo in un trust beneficia della totale esenzione dal pagamento dell’imposta di donazione di cui all’articolo 3, comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990. Leggi articolo...

 

MINI DEDUZIONE DELL’IRAP

Ulteriori chiarimenti. L’Agenzia delle Entrate ha fornito con la circolare n.16/E del 14 aprile del 2009 alcuni chiarimenti sui criteri di deducibilità dell’Irap ai fini delle imposte sui redditi. Le precisazioni erano attese dagli operatori in quanto le società stanno procedendo all’approvazione dei bilanci dell’esercizio 2008 e alla redazione delle relative dichiarazioni dei redditi. L’articolo 6 del decreto legge n. 185/2008, convertito dalla L. n. 2/2009 prevede, con decorrenza dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre del 2008, la deducibilità parziale dell’Irap nella misura forfetaria del 10 per cento. Leggi articolo...

 

SOCIETA' DI COMODO E IMMOBILI

Come ormai noto, il Decreto Legge 29 novembre 2008, n. 185, ha introdotto la possibilità di rivalutare i valori dei beni immobili strumentali o patrimoniali posseduti dalle imprese alla data del 31 dicembre 2007. L’operazione deve avvenire nei bilanci 2008 ed ha valenza tipicamente civilistica. Qualora, però, si intenda anche dare riconoscimento fiscale ai maggiori valori attribuiti in bilancio ai beni, occorre procedere al versamento di un’imposta sostitutiva calcolata nella misura del 3% con riferimento agli immobili ammortizzabili e dell’1,5% per quelli non ammortizzabili. I maggiori valori fiscali rileveranno, ai fini della deducibilità delle quote di ammortamento, dal 2013 ed ai fini del calcolo della eventuale plusvalenza imponibile dal 2014. Leggi articolo...

 

IL TRUST

Il trust è un istituto di diritto anglosassone che, dalla fine degli anni novanta, ha trovato un riscontro sempre maggiore nell’ambito del mondo professionale nazionale.

Con la costituzione di un trust un soggetto (Disponente) trasferisce i propri beni patrimoniali ad un altro soggetto (Trustee) che li amministra e li consegna, al verificarsi di determinate condizioni o ad una scadenza predeterminata, ad uno o più soggetti (Beneficiari) originariamente indicati dal Disponente o scelti in modo discrezionale dallo stesso Trustee.

Naturalmente le modalità di gestione dei beni conferiti in trust nonché l’individuazione dei soggetti beneficiari devono essere descritte all’interno dell’atto istitutivo del trust. I beni trasferiti sono intestati al Trustee, ma non fanno parte del patrimonio dello stesso. Con il trasferimento dei beni si realizza la c.d. “segregazione” dei beni, cosicché essi non possono essere “aggrediti” né dai creditori personali del Disponente né dai creditori del Trustee. Leggi articolo...

 

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